La recente e tragica scomparsa di due colleghi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, colti da malore durante il servizio, ripropone drammaticamente la necessità di una riflessione profonda e responsabile sulle condizioni operative e sui rischi a cui è quotidianamente esposto il personale. Gli interventi sempre più complessi, esacerbati dai cambiamenti climatici, impongono carichi psicofisici estremi agli operatori del soccorso tecnico urgente.

In questo contesto, FEDERDISTAT VVF CISAL esprime una ferma e netta opposizione rispetto alla previsione che consente alla nuova figura dei Vice Ispettori, introdotta con il riordino delle carriere, di permanere nelle attività operative di soccorso fino al compimento del 65° anno di età. Una scelta sostenuta dalla maggior parte delle altre organizzazioni sindacali ma contestata fin da principio da questa sigla.

I punti principali emersi dalla posizione del sindacato:

  • Incompatibilità operativa: Il soccorso tecnico urgente richiede prontezza, lucidità ed efficienza fisica, qualità che non possono prescindere dal naturale decadimento prestazionale legato all’avanzare dell’età.
  • Assunzione di responsabilità: Non è accettabile proclamare la centralità della sicurezza e al contempo approvare norme che aumentano l’esposizione al rischio del personale anziano.
  • Priorità alla tutela della vita: La salute, la vita e la dignità professionale dei Vigili del Fuoco devono prevalere su qualunque logica economica o amministrativa.

FEDERDISTAT VVF CISAL ribadisce che la sicurezza dei cittadini è strettamente connessa alla sicurezza degli operatori e conferma il proprio impegno a contrastare ogni decisione che metta in secondo piano la tutela del personale operativo.